VERSO L'ISOLA DEI GABBIANI[da Astrid Lindgren]

Lui: Melker Melkerson, papa svedese cinquantenne alla ricerca di una vacanza da "sogno".Loro: i figli
Karin di anni 19, Johan, Niklas e Pelle.Affittano una casa scalcinata sull'isola dei Gabbiani.Basta nominarla per sognare, ma il papà è troppo ottimista e anche maldestro nel cercare di organizzarsi l'alloggio.Ai figli non manca un pizzico di realismo e sembrano a volte pronti a smontare i sogni.
Per la parte seguente ti suggerisco una lettura espressiva delle parti dialogate.Poi spiega chi è il più spiritoso.Perché Melker è un po' ingenuo? Di chi si fida?Confronta con quello che invece dice il vecchio con il corvo, mentre stanno ancora viaggiando.
Cosa trovi di umoristico nel comportamento di Pelle sulla nave?

E proprio una famiglia di villeggianti si era imbarcata sul Gabbiano I un certo giorno di giugno. Un padre e i suoi quattro figli. Si chiamavano Melkerson, abitavano a Stoccolma, e nessuno di loro era mai stato sull'Isola dei
Gabbiani. Così erano tutti ansiosi di arrivarci, soprattutto Melker, il padre. "Isola dei Gabbiani, che bel nome!" esclamò. "E per via di questo nome che ci ho preso in affitto la casa".
Karin, la figlia diciannovenne, lo guardò scuotendo la testa. Che padre sventato avevano! Si avvicinava alla cinquantina, ma era più ingenuo, spensierato e impulsivo dei suoi figli. Eccolo 1ì, eccitato come un ragazzino la sera di Natale, aspettandosi che tutti i suoi fossero entusiasti della sua idea di fissare una casa per l'estate sull'Isola dei Gabbiani.
"Proprio una cosa da te" disse Karin. "Sì, proprio una cosa da te affittare una casa su un'isola che non hai mai visto, solo perché ti piaceva il nome".
Perché? Non fanno tutti così!" si difese Melker; poi ammutolì, pensieroso.
"O forse" riprese dopo un momento di riflessione, "bisogna essere uno scrittore mezzo matto per fare una cosa del genere? Un semplice nome... 'Isola dei Gabbiani'... ah ah! Magari un altro sarebbe andato prima a vedere".
"Certo che ci sarebbe andato! Tu invece no!"
"D'accordo, però adesso ci sto andando" replicò Melker, tranquillo. "Sto andando a vederla".
E girò intorno i suoi allegri occhi azzurri. Vide tutte cose che amava: le acque pallide, le isole e le penisole, le grigie scogliere della veneranda, primigenia[veneranda, prim·genia: antica, originaria] roccia svedese, la spiaggia con le vecchie case e i piccoli pontili, e lerimesse per le reti e gli attrezzi da pesca... e avrebbe voluto stendere la mano per accarezzare ogni cosa. Invece prese per la collottola Johan e Niklas. -Vi rendete conto di tutte queste bellezze? Della fortuna di poterci abitare in mezzo per tutta l'estate?"
Johan e Niklas affermarono che se ne rendevano conto, e anche Pelle si dichiarò dello stesso parere.
"E allora perché non esultate? Posso chiedervi qualche piccolo grido di giubilo!"
"Come si fa?" s'informò Pelle. Aveva solo sette anni e giubilare su ordinazione non sapeva.
"Si nitrisce" disse Melkerson ridendo felice, e ci provò subito lui stesso.
"Sembri una mucca" osservò Johan, e Karin obiettò:
"Non sarà meglio, per precauzione, aspettare di aver visto la casa prima di nitrire?" Melkerson non era del parere.
"La casa è stupenda, l'ha detto quel tale dell'agenzia.
E bisogna dar fiducia alle persone. 'Una confortevole casa vecchio stile per le vacanze' mi ha assicurato".
"Non vedo l'ora di esserci!" esclamò Pelle.
Melkerson gettò un'occhiata all'orologio da polso.
"Fra un'ora, piccolo! E siccome a quell'ora avremo tutti una fame da lupi ... indovinate che cosa si fa!"
"Si mangia!" disse Niklas.
"Esatto! Ci metteremo seduti al sole in giardino e gusteremo lo squisito pranzetto che Karin ci avrà preparato.
Sull'erba verde, capite! Ce ne staremo semplicemente 1ì sull'erba a sentire l'estate".
"Oh!" disse Pelle. "Quasi quasi mi metto a nitrire!"
Ma poi cambiò idea. Mancava un'ora all'arrivo, aveva detto suo padre, e c'era di sicuro qualcos'altro da fare sul Gabbiano I. L'aveva già esplorato quasi tutto. Si era arrampicato su e giù per tutte le scalette e aveva sbirciato dentro tutti i cantucci misteriosi.
Aveva ficcato il naso nella cabina del timoniere e ne era stato scacciato. Aveva fatto una capatina nel salone da pranzo e ne era stato scacciato. Aveva cercato di raggiungere il capitano sul ponte di comando e ne era stato scacciato. Era sceso a curiosare nella sala macchine per vedere tutti quegli ordigni che pulsavano e giravano. Si era spenzolato dai parapetti e aveva sputato nella scia bianca e spumeggiante che la nave lasciava dietro di sé. Sul ponte di prua aveva bevuto una limonata effervescente e mangiato dei pasticcini, gettandone le briciole ai gabbiani affamati.
Aveva attaccato discorso con quasi tutti i viaggiatori. Aveva verificato quanto ci voleva a correre da babordo a tribordo[da sinistra a destra , vista la nave da poppa], e si era messo tra i piedi dell'equipaggio ogni volta che la nave calava gli ormeggi per scaricare merci e bagagli.
Sì, aveva fatto proprio tutto ciò che un ragazzino di sette anni fa di solito a bordo di un vaporetto che viaggia per l'arcipelago. Così si guardò intorno per trovare qualcosa di nuovo, e fu allora che scorse due passeggeri che fino a quel momento non aveva notato. Sul sedile in fondo al ponte di prua un vecchio sedeva in compagnia di una bambina. E posata accanto alla bambina c'era una gabbia con dentro un corvo.
Un corvo vivo! Quella vista spronò Pelle ad avvicinarsi d'urgenza. Perché Pelle amava tutti gli animali senza distinzione: amava tutto quanto viveva e volava o strisciava sotto il sole, tutti gli uccelli e i pesci e i quadrupedi. "Bestioline care" li chiamava tutti in blocco, compresi i rospi e le vespe, le cavallette e gli scarabei, i bruchi e i vermi.
E ora eccoti 1ì un corvo, un corvo in carne e ossa! Vedendolo fermarsi davanti alla gabbia, la bimbetta gli rivolse un cordiale sorriso sdentato.
"È tuo questo corvo?" chiese Pelle infilando l'indice fra le sbarre per accarezzarlo. Ma avrebbe fatto meglio a non provarcisi. Il corvo gli si avventò contro, e lui ritrasse velocemente la mano.
"Sta' alla larga da Schizzo" disse la bambina, e proseguì: "Sì, è mio... vero, nonno?" I1 vecchio annuì. "Sicuro! E' il corvo di Stina" dichiarò. "Almeno quando Stina è a casa mia, all'Isola dei Gabbiani".
"Abitate all'Isola dei Gabbiani?" chiese Pelle estasiato. "Anch'io ci starò quest'estate, cioè il mio papà e tutta la famiglia".
I1 vecchio lo guardò interessato.
"Ma guarda! Allora siete voi quelli che hanno preso in affitto la casa del falegname! La Vecchia Falegnameria?"
Pelle annuì con foga.
"Sì, siamo noi. È bella?"
I1 vecchio chinò la testa e sembrò meditare. Poi sogghignò divertito: "Certo! Certo. che è bella! Dipende dai gusti, è ovvio".
"Quali gusti?" s'informò Pelle.
"Bah" sogghignò nuovamente il vecchio, "dipende se ti piace che ti piova in casa, oppure no".
"Oppure no" gli fece eco la bambina. "A me, per esempio, non piace".
Pelle si fece un po' pensieroso. Questo era indubbiamente qualcosa da raccontare al papà. Non subito, comunque.
INDICE\HOME PAGE

>>
<<
FreeHomePages.Com
 Sponsored Links
This site is hosted for free by FreeHomePages.Com

DISCLAIMER: FreeHomePages.Com is in no way responsible for content contained within this page. If you feel that this site contains offensive material or material that doesn't comply with our Publisher's Terms please contact us to report abuse.