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C'era una volta un ragazzino cattivo (di Mark Twain)

[in questo racconto umoristico si riconoscono le caratteristiche dei racconti edificanti letti nelle scuole domenicali protestanti dell'800 americano. Era l'alternativa al catechismo dei cattolici.Il racconto procede attraverso una serie di negazioni, in questo modo l'umorista stravolge lòe storie esemplari che educavano i giovani alla sincerità, all'amore filiale, alla giustizia, all'onestà. L'attività che sugggerisco è proprio quella di ricostruire una storia "esemplare",ispirandosi agli spunti che il racconto offre]

C'era una volta un ragazzino cattivo che si chiamava Jim, sebbene, se dei vostri libri della scuola domenicale ci fate caso, troverete che i ragazzini cattivi si chiamavano quasi sempre Jim, Giacomino. Era strano, eppure è proprio vero che questo qui si chiamava Jim.
E non aveva neppure la mamma malata... una mamma malata che era pia e aveva la tisi e sarebbe stata lieta di giacere nella fossa e aver pace, se non fosse stato il grande amore che nutriva per il suo bambino e il timore che il mondo fosse duro e freddo verso di lui, dopo che ella lo avesse lasciato. Per lo più, i ragazzini cattivi dei libri della domenica hanno delle mamme malate che insegnano loro a dire: «Buona notte, mio buon Gesù», e li addormentano cantando con voce dolce e lamentosa, e poi danno loro il bacio della buona notte, e poi s'inginocchiano accanto al letto e piangono. Ma con questo tipo qui era tutto diverso. Si chiamava Jim, e sua madre non aveva proprio niente...né tisi, né niente del genere. Era grassa e non era pia; inoltre, non stava in pena per Jim. Diceva che se si fosse rotto l'osso del collo non sarebbe stata una gran perdita. Lo mandava sempre a dormire con un ceffone e non gli dava mai il bacio della buona notte; al contrario, al momento ch'egli se ne andava, gli allungava uno scapaccione.
Una volta, questo ragazzino cattivo rubò la chiave della dispensa e sgusciò dentro e si servì di certa marmellata e riempì il barattolo di catrame, perché la mamma non si accorgesse della differenza; e ad un tratto, una sensazione terribile,non si impadronì di lui e un non so che non parve bisbigliare al suo orecchio: «È giusto che io disobbedisca alla mamma? Non è peccato far questo? Dove vanno i ragazzini cattivi che ingollano tutta la marmellata della loro buona mamma?», e allora,non s'inginocchiò solo solo, e non promise di non essere mai più cattivo, e non si rialzò con cuore leggero e felice per andare a dir tutto alla mamma e a implorare il suo perdono e a riceverne la benedizione, con lacrime di riconoscenza e di orgoglio negli occhi di lei. No, questa è l'usanza di tutti gli altri ragazzini cattivi dei libri; ma, strano a dirsi, con questo Jim andò in tutt'altra maniera. Egli mangiò la marmellata e disse che era gagliarda, con quel suo modo di esprimersi peccaminoso e volgare; e ci mise dentro il catrame e disse che era gagliardo anche quello e rise e osservò che «la vecchia si sarebbe messa a soffiare, quando lo avesse scoperto»; e quando ella lo scoprì davvero, negò di sapere alcunché della cosa, e lei lo frustò ben bene, e chi pianse fu lui. Tutto era curioso, in questo ragazzo... per lui andava tutto a finire in modo diverso da quel che capita ai cattivi Giacomini dei libri.
Una volta si arrampicò sul melo di padron Acorn per rubare le mele, e il ramo non si spezzò, ed egli non cadde e non si ruppe un braccio e non fu sbranato dal cagnaccio del fattore, e poi non languì in un letto di dolore per settimane e settimane, per poi pentirsi e diventare buono. Oh, no! rubò tutte le mele che volle e scese giù benissimo e si trovò prontissimo per il cane, anche, e lo mandò a gambe all'aria con un mattone, quando quello si avvicinò per sbranarlo.
Era stranissimo... nulla di simile è mai accaduto in quei miti libriccini con la copertina marmorizzata e con dentro le figure di uomini con giubbe a coda di rondine, e cappelli a campana e pantaloni corti di gamba; e donne con la cintura del vestito sotto le braccia e senza cerchi alla sottana. Nulla di simile in nessun libro della scuola domenicale.
Una volta, questo ragazzino cattivo rubò il temperino del maestro,e quando ebbe paura di essere scoperto e frustato lo mise di nascosto nel berretto di Giorgio Wilson (il figlio della povera vedova, il ragazzo morale, il ragazzino buono del villaggio che obbediva sempre alla mamma e non diceva mai bugie e amava le sue lezioni ed era infatuato della scuola domenicale). E quando il temperino cadde dal berretto e il povero Giorgio abbassò il capo e arrossì, quasi riconoscendo propria la colpa, e l'offeso maestro lo accusò del furto ed era proprio sul punto di far calare la verga sulle spalle tremanti, un inverosimile giudice di pace dai capelli bianchi non apparve subitamente in mezzo a loro, per mettersi in posa a dire: «Risparmiate questo nobile ragazzo... Mirate 1à acquattato il colpevole! Io passavo davanti alla porta della scuola durante la ricreazione e, non visto, ho veduto commettere i1 furto!».
E allora Jim non le prese di santa ragione , e il venerando giudice non lesse un'omelia alla scolaresca, e non prese Giorgio per mano, e non disse che un ragazzo simile meritava di venir esaltato, e poi non gli disse di andare ad abitare con lui e di spazzare l'ufficio e accendere il fuoco e fare le commissioni e tagliare la legna e studiare legge e aiutare sua moglie nei lavori casalinghi e avere tutto il resto del tempo per giocare ed essere felice e contento. No; sarebbe andata a quel modo nei libri, ma non andò a quel modo a Jim.
Nessuna vecchia ostrica ficcanaso di un giudice entrò a combinare guai,e così Giorgio, il ragazzo modello, prese un fracco di botte, e Jim fu contento, perché Jim, lo sapete, odiava i ragazzi morali. Jim diceva che «ce l'aveva a morte con quelle pappemoli». Tale era il modo di esprimersi di quel ragazzo cattivo e negligente.
Ma la cosa più strana che mai accadesse a Jim, fu la volta che andò in barca la domenica e non annegò; e un'altra volta che era andato a pesca la domenica e che fu sorpreso dal temporale e non fu colpito dal fulmine. Insomma, potete cercare e cercare, in tutti i libri della scuola domenicale, da ora fino a quell'altro Natale, e non vi imbatterete mai in nulla di simile. Oh, no; ci troverete che tutti i ragazzini cattivi che vanno in barca la domenica invariabilmente annegano; e tutti i ragazzini cattivi che vengono sorpresi dal temporale, quando vanno a pesca la domenica, vengono infallibilmente colpiti dal fulmine. Le barche con dentro dei ragazzini cattivi si capovolgono sempre la domenica, e c'è sempre temporale quando i ragazzini cattivi vanno a pesca le feste di precetto. Come mai questo Jim se la cavasse è per me un vero mistero.
Nella vita di questo Jim ci doveva essere un incantesimo... Ecco quale dev'essere la ragione. Niente gli poteva far male. Dette perfino un pezzo di tabacco all'elefante del giardino zoologico, e l'elefante non gli fece saltar via il sommo del cranio con un colpo di proboscide.
Andò a frugare nell'armadio in cerca di sciroppo di menta, e non si sbagliò e non bevve acido nitrico. Rubò il fucile del babbo e andò a caccia la domenica, e non si portò via con un colpo tre o quattro dita. Una volta che era in collera, colpì con un pugno la sorellina alla tempia, ed ella non giacque sofferente durante i lunghi giorni d'estate per poi morire con sulle labbra dolci parole di perdono che raddoppiavano l'angoscia del suo cuore straziato. No; ella se la cavò.
Alla fine il ragazzino cattivo scappò di casa e andò in mare, e non tornò per trovarsi triste e solo al mondo, e i suoi cari che dormivano nel quieto camposanto, e la casa della sua fanciullezza, crollata e andata in rovina. Macché; tornò a casa sbronzo come un pifferaio, e per prima cosa andò all'osteria.
E crebbe e si sposò e allevò una numerosa famiglia, e diventò ricco con ogni sorta d'imbrogli e di mascalzonate; e ora è il più infernale, perfido farabutto del villaggio natio,ed è da tutti rispettato e appartiene alla magistratura.
E così, come vedete, non ci fu mai, nei libri della scuola domenicale, un cattivo Giacomino che avesse una tal fortuna, come questo peccatore di un Jim dalla vita incantata.

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