La morte di sua moglie aveva profondamente scosso don Tancredi. Per un po' egli s'illuse di poter sopportare il dolore, ma dovette presto convincersi che questo era
più forte di lui. E allora si ricordò di una delle tante forme di speculazione sul dolore e sui fastidi che affliggono la gente danarosa; d'una di quelle organizzazioni che pullulano
nei luoghi dove più imperversa la sventura. I lettori avranno già capito che parliamo dell'A.P.A. (Agenzia Preoccupazioni e Affini).
Si tratta di questo: come esiste, in certi paesi, il mestiere delle lamentatrici, che sono pagate per piangere e disperarsi su un lutto altrui, così esiste il mestiere di preoccuparsi per gli affari e le disgrazie degli altri. Lo esercitano gli impiegati delle Agenzie di Preoccupazioni, il cui funzionamento, per chi non lo sapesse, procede così: chi ha
una preoccupazione e, potendo spendere, non vuole sopportarne il peso, si rivolge all'agenzia, espone chiaramente le cause della sua preoccupazione, paga una quota,varia secondo la gravità della preoccupazione stessa, e se ne va: ormai è tranquillo; non deve più preoccuparsi. C'è chi si preoccupa per lui.
Difatti, l'agenzia affida il caso a qualcuno dei suoi impiegati, tenendo conto, naturalmente, delle attitudini personali, e questo s'incarica di preoccuparsene per il periodo di tempo desiderato dal cliente. Allora un'aria preoccupata si diffonde sul volto dell'impiegato; egli sospira spesso e non manca, tratto tratto, di riportarsi alla mente le ragioni della preoccupazione, mormorando tra sé una acconcia frase come: "Accidenti, che pasticcio!"
Oppure: "Come finirà questa storia?" e via dicendo; mentre il cliente, sollevato da ogni peso, non ci pensa nemmeno.
L'Agenzia ha, poi, una serie di attività affini, come consolare gli afflitti, rincuorare i timidi, far decidere i dubbiosi, e via dicendo. Avete mai visto nei giornali uno di quegli avvisi che dicono, per esempio: Cercasi energico ecc.ecc.? Si tratta per l'appunto dell'agenzia che cerca un impiegato da adibire al reparto Soccorsi ai Dubbiosi. Gli sfacciati desiderosi di guadagnar quattrini possono trovar posto nell'Agenzia, che li destina al reparto: "Salviamo il timido!" Per gli afflitti, quel filantropico sodalizio ha un corpo specializzato di filosofi o, a piacere, di persone molto allegre, che cede in affitto ai clienti.
Quando don Tancredi, accompagnato dalla figlia Edelweiss, fece il suo ingresso nei locali grandiosi della potente associazione, l'usciere disse loro di attendere qualche minuto e li introdusse in una piccola sala d'aspetto.
Alle pareti erano appesi cartelli con scritte:
O voi che siete nei guai, rallegratevi, ché tutti sono pieni di guai
e di pasticci e di sofferenze: chi ha due amanti, chi ha la moglie
e l'amante, chi ha un figlio illegittimo, che deve andare a letto
con la serva e la padrona; chi ha una figlia signorina-madre, chi
cerca d'abortire; allegri!
Un altro cartello diceva:
Avviso agli invidiosi. - Quando vedete quelle belle coppie eleganti a passeggio, non le invidiate; forse lui ha le scatole piene;
forse non si amano più; forse lei lo tradisce; pensate che, pochi
momenti prima d'uscire, freschi ed eleganti, se ne son dette di
cotte e di crude.
Ancora, sotto il titolo Abbasso la volontà!:
L'uomo che soffre e piange e si dispera, è uomo di volontà, perché vuol dire che non si rassegna e vorrebbe cambiare il corso degli avvenimenti l'uomo senza volontà non soffre, perché si adatta ai colpi dell'avverso destino.
Nella saletta c'erano altri che aspettavano "Lei" diceva un importuno a un signore estremamente cerimonioso "cerca un consolatore?
"No", disse il signore cerimonioso "cerco un maleducato."
"Per prenderlo a schiaffi!"
"Nemmeno per idea. Per mettere alla porta i seccatori.Io sono troppo cortese e mi tocca di subire le visite della gente noiosa. Quante volte ho desiderato d'essere un villanzone, per dirne quattro a qualche visitatore importuno e scacciarlo via! E invece finisco sempre per trattarlo con ogni riguardo. Ora finalmente mi son deciso a venire qui,
dove si trova tutto quello che rende la vita comoda, e sto aspettando per l'appunto il villanzone in parola, che è già stato avvertito da un paio d'ore."
"Si fa desiderare parecchio" osservò l'altro, con un certo sdegno.
Ma il signor, cerimonioso sorrise, compiaciuto.
"È un bel villanzone!" disse. "È proprio quello che fa
per me. Appena verrà, gli dirò di liberarmi di lei."
La porta si aprì e apparve un essere ignobile, col cappello in testa.
"Chi è quell'imbecillle che mi ha fatto chiamare?" gridò.
"Non c'è dubbio" mormorò il signore cerimonioso;
"dev'essere il mio uomo."
[CONTINUA TU, inventando situazioni e dialoghi]
Nell'agenzia Don Tancredi ha conosciuto un impiegato di nome Battista; sulla porta Battista saluta un signore che usciva di fretta e spiega che è una "potenza" nell'Agenzia, "è quello che saluta alla stazione".
SEGUE LA PARTE FINALE DEL RACCONTO
"Si tratta -spiega- di un reparto speciale dell'azienda.Ci sono molti viaggiatori che non hanno amici, o parenti, che li vadano a salutare alla stazione. Se essi vogliono, con una piccola spesa possono procurarsi i saluti di una persona decente e dall'apparenza affezionatissima, com'è per l'appunto il mio collega. C'è la tariffa.Mezza lira per un saluto semplice. Una lira per la frase:'Appena arrivato, scrivi una cartolina!' Poi, con due soldi in più a parola, si possono avere anche queste frasi:'Facci sapere subito qualche cosa','Poi domani...','Oh, per qualunque cosa ti occorresse, c'è Peppino, al quale ho già scritto' Eccetera, eccetera. S'intende che Peppino non esiste affatto. È una frase che si dice per la gente intorno; per non far vedere che si parte come un cane. Cinque lire un abbraccio dal finestrino e tre lire l'uno i baci agli uomini.
Alle donne giovani e graziose, sconto del cinquanta per cento. Un bacio a una vecchia cinquanta lire. Per mille lire, inseguimento del treno per circa cento metri, aggrapato allo sportello, col pericolo d'essere travolto, gridando:'Non partire, non partire, ti supplico!' Ma questi sono lussi che si possono permettere soltanto i viaggiatori dei grandi espressi internazionali."
"Beati loro!" mormorò don Tancredi.
"L'affare forte, in questo ramo," proseguì Battista "la società lo fa con i fazzoletti. Un lungo saluto col fazzoletto, finché non scompare il treno, non costa meno di sei lire; ma il vantaggio è che, con un solo fazzoletto, si possono salutare fino a cinquanta persone, che, naturalmente,pagano ognuna la propria quota, senza sapere l'una dell'altra. 'Purtroppo,' mi diceva ieri il mio collega 'andiamo verso un'epoca più pratica, in cui ci saranno fazzoletti meccanici, azionati elettricamente, per salutare alla stazione e dai finestrini.' Questa sarà la rovina per i lavoratori del fazzoletto della stazione, che pure costituiscono una massa imponente e rappresentano una fitta rete di interessi."
Così conversando, i nostri amici avevano percorso i sontuosi locali dell'agenzia ed erano giunti in fondo allo scalone. Sulla porta di strada assistettero a una curiosa scena: un povero diavolo veniva messo fuori a calci dal segretario, che gridava: "Si ricordi che questo genere di consolazioni qui non si trovano".
"Che succede?" chiese don Tancredi al disgraziato, con la segreta speranza di sentirsi raccontare uno di quei fatti, che si leggono nei giornali sotto il titolo: L'arresto di un sudicione.[una storia scabrosa che parla di sesso].
"Io"disse l'altro "sono un infelice e mi sono rivolto all'agenzia per essere consolato"
"Ebbene,volevano darmi un consolatore.Io invece,chiedevo qualche centinaia di migliaia di lire. Creda a me,per chi soffre, non c'è altra forma di conforto che questa, nella vita."
I tre amici s'allontanarono pensosi.
Attività proposta:RISPONDI_ È proprio vero che alle nostre preoccupazioni non c'è rimedio?
Nessuno ci può aiutare nella vita?
Spiega, tenendo conto di tutto il testo, in che cosa consiste l'umorismo surreale(dire tutto ciò che è irrealistico, se ti fa riflettere sulla vita quotidiana.Prova a elencare le preoccupazioni che-secondo te-la vita riserva ad un adulto).
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